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		<title>&#8220;Gli affari che producono solo soldi sono affari poveri&#8221; Henry Ford</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Apr 2012 20:25:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>annatesta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un piccolo pensiero sulla Business Ethics. Prima di discutere del concetto di etica di impresa bisogna interrogarsi sul senso del significato in sè. L&#8217;etica è quell&#8217;insieme di valori, tra cui quelli morali, e di credenze implicite ed assodate del nostro modo di fronteggiare il mondo, di rapportarci con l&#8217;altro e con la realtà che ci [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=annatesta.wordpress.com&#038;blog=22663564&#038;post=54&#038;subd=annatesta&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Un piccolo pensiero sulla <strong>Business Ethics</strong>.</p>
<p>Prima di discutere del concetto di etica di impresa bisogna interrogarsi sul senso del significato in sè.</p>
<p><strong>L&#8217;etica è quell&#8217;insieme di valori, tra cui quelli morali, e di credenze implicite ed assodate del nostro modo di fronteggiare il mondo, di rapportarci con l&#8217;altro e con la realtà che ci circonda. </strong></p>
<p>Si vanno così a sedimentare degli schemi mentali che l&#8217;individuo adotta tutte le volte in cui si trova a dover discernere su che cosa sia giusto o sbagliato. E&#8217; infatti nell&#8217;attribuzione di senso che diamo alle cose che queste assumono un determinato significato.</p>
<p>E&#8217; nel continuo pro-gettarsi nel mondo e nelle relazioni, che l&#8217;individuo agisce in diversi contesti sociali attribuendo un senso alle proprie azioni, fondato su una propria etica.</p>
<p>Le relazioni sociali, si instaurano anche all&#8217;interno delle aziende, luoghi in cui, per conflitti di interessi e desiderio di affermazione, l&#8217;etica potrebbe essere messa in discussione.</p>
<p>Nonostante tutto è nel corso degli ultimi decenni che si è iniziato a discutere sul tema della Business Ethics; difatti, nell&#8217;Età della Rivoluzione Industriale era impensabile interrogarsi sulla morale e l&#8217;etica d&#8217;impresa.</p>
<p>E&#8217; con il diffondersi delle teoria filosofica della Giustizia di<strong> John Rawls</strong> che si sono poste le basi per lo studio dell&#8217;etica normativa in rapporto alle scelte collettive. Un interrogativo divenne ridondante: può la teoria Rawlsiana essere applicata all&#8217;Impresa?</p>
<p>Se dovessimo delineare la storia dell&#8217;Etica di Impresa, questa potrebbe essere suddivisa in cinque fasi, fasi nelle quali si sono alternati ( a partire dagli Stati Uniti) una serie di normative, atti ed affermazioni dello stato di diritto per i più deboli.  Si riscopriva il pensiero filosofico tradizionale&#8230;</p>
<p>Quello che penso è che è nel pensiero dei padri della filosofia che possono essere ritrovate categorie da applicare pragmaticamente nella vita moderna e nelle Aziende ( o meglio, ingenuamente auspico che sia così).</p>
<p>Aristotele ci ha raccontato dell&#8217;etica basta sulla virtù, Kant ha orientato i comportamenti in base ed una legge morale assoluta e categorica, Rawl ci ha parlato della giustizia sociale.</p>
<p>Spesso è nelle parole di chi è stato che si trova il proprio modo di divenire.</p>
<p>Quali sono i vostri riferimenti concettuali? E&#8217; nel pensiero di chi fu che trovate risposte?</p>
<p>Mi piace pensare che per molti sia così.</p>
<p>&nbsp;</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/annatesta.wordpress.com/54/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/annatesta.wordpress.com/54/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=annatesta.wordpress.com&#038;blog=22663564&#038;post=54&#038;subd=annatesta&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Happy Hour culturale</title>
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		<pubDate>Mon, 09 May 2011 20:34:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>annatesta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ieri sera con la mia cara amica Ilaria Rodella, compagna di Università, negli anni che ho trascorso alla facoltà di Filosofia dell&#8217;Università Statale di Milano, abbiamo testato il nostro primo aperitivo culturale. Mi auguro, sia il primo di una grande serie! Con grande soddisfazione l&#8217;incipit di questo incontro è stato il post del mio blog [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=annatesta.wordpress.com&#038;blog=22663564&#038;post=47&#038;subd=annatesta&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p>Ieri sera con la mia cara amica <strong>Ilaria Rodella,</strong> compagna di Università, negli anni che ho trascorso alla facoltà di Filosofia dell&#8217;Università Statale di Milano, abbiamo testato il nostro primo aperitivo culturale.</p>
<p>Mi auguro, sia il primo di una grande serie!</p>
<p>Con grande soddisfazione l&#8217;incipit di questo incontro è stato il post del mio blog &#8220;I<strong>n fondo, la vita è un gioco</strong>&#8221; che ha suscitato l&#8217;interesse di Ilaria.</p>
<p>Sono compiaciuta che la mia cara amica abbia trovato spunti e stimoli intellettuali dal mio articolo.</p>
<p>Dovete sapere infatti, che il tema del gioco non è nuovo a questa persona.</p>
<p>Dopo la laurea magistrale ottenuta con pieni voti assoluti e lode con una tesi di <strong>ermeneutica filosofica</strong> sul concetto di <strong>continuum</strong> presso la cattedra Ilaria ha avuto l&#8217;intuizione insieme a <strong>Francesco Mapelli</strong>, di considerare il connubio tra <strong>filosofia e gioco</strong> un ottimo strumento per l&#8217;apprendimento dei bambini.</p>
<p><strong>Imparare a giocare con la filosofia: imparare a conoscere la filosofia attraverso il gioco</strong>.</p>
<p>Questo è a mio avviso, il <em>leit motiv</em> del loro progetto. Un progetto che emerge dal presupposto secondo il quale la filosofia nasce perché è l&#8217;individuo che stimolato dalla curiosità inizia ad interrogarsi sul mondo e su una serie di categorie propria dell&#8217;esistenza umana.</p>
<p>Le teorie filosofiche sono ancora attuali nella loro &#8220;anzianità&#8221;. Bisogna avere uno sguardo critico verso il mondo. Di considerazioni sulla filosofia, se ne dicono tante, che &#8220;è aria fritta&#8221;, che &#8220;serve a tutto o niente&#8221;, ma una cosa posso dirla con certezza: la filosofia ti apre la mente, ti pone dinnanzi ad una nuova consapevolezza nello sguardo e nella considerazione del mondo.</p>
<p>La conclusione è immediata: un approccio alla filosofia nella fase dell&#8217;apprendimento non può che non stimolare attivamente le menti dei bambini, in un contesto attuale, che li pone, tra l&#8217;altro,  come vittime passive della tv spazzatura.</p>
<p>Se poi analizziamo bene la questione alcune teorie filosofiche  come la dottrina delle idee Platonica o la teoria della forma/materia Aristotelica si prestano molto bene ad essere re-interpretate in chiave ludica.</p>
<p>Anche il Corriere della Sera ha dimostrato l&#8217;interesse per questa iniziativa:</p>
<p><strong><a href="http://archiviostorico.corriere.it/2011/marzo/06/Gioco_dunque_filosofeggio_co_7_110306053.shtml" rel="nofollow">http://archiviostorico.corriere.it/2011/marzo/06/Gioco_dunque_filosofeggio_co_7_110306053.shtml</a></strong></p>
<p>Detto questo, con Ilaria, ci siamo interrogate sulla possibilità che tale principio potesse essere applicato anche al mondo degli adulti, magari al mondo aziendale per sviluppare ed indagare determinate competenze attraverso lo strumento &#8220;del giocare filosofeggiando&#8221;, s-velare alcune capacità attrarverso la filosofia considerando anche le teorie sul gioco di Jane McGonigal.</p>
<p>Dal mio punto di vista credo sarà un sentiero da sviluppare, ritengo che a molti manager un corso sulla fenomenologia Husserliana potrebbe essere molto utile per comprendere con maggiore sensibilità il contesto nel quale operano, e le persone che gesticono. Una buona ed autentica <em>Epochè fenomenologica</em> potrebbe essere applicata nei processi aziendali, per esempio nei processi decisionali dove una serie di variabili, &#8220;disturbano&#8221; l&#8217;atto decisionale finale.</p>
<p>Rimangono ancora idee in fase embrionale che invadono la nostra mente. Ma chissà un domani potrebbero essere sviluppate!</p>
<p>Per tale ragione vi segnalo il sito dei Ludosofici, un&#8217;idea divenuta realtà dei miei colleghi filosofi Ilaria Rodella e Francesco Mapelli.</p>
<p>Complimenti!</p>
<p><strong><a href="http://www.ludosofici.com" rel="nofollow">http://www.ludosofici.com</a></strong></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/annatesta.wordpress.com/47/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/annatesta.wordpress.com/47/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=annatesta.wordpress.com&#038;blog=22663564&#038;post=47&#038;subd=annatesta&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>In fondo, la vita è un gioco</title>
		<link>http://annatesta.wordpress.com/2011/05/04/in-fondo-la-vita-e-un-gioco/</link>
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		<pubDate>Wed, 04 May 2011 07:41:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>annatesta</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Con grande mia fortuna ieri ho potuto assistere ad una delle più interessanti e divertenti conferenze relative al mondo dei media, in modo più specifico a quello dei giochi. Ieri, infatti, il museo della SCIENZA LEONARDO DA VINCI di Milano ha accolto Jane McGonigal, esperta in game designer e rete che ha esordito durante il [...]<img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=annatesta.wordpress.com&#038;blog=22663564&#038;post=36&#038;subd=annatesta&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://annatesta.files.wordpress.com/2011/05/20090730gioco1.jpg"><img class="alignright size-thumbnail wp-image-41" title="20090730gioco1" src="http://annatesta.files.wordpress.com/2011/05/20090730gioco1.jpg?w=137&#038;h=150" alt="" width="137" height="150" /></a>Con grande mia fortuna ieri ho potuto assistere ad una delle più interessanti e divertenti conferenze relative al mondo dei media, in modo più specifico a quello dei giochi. Ieri, infatti, il museo della SCIENZA LEONARDO DA VINCI di Milano ha accolto <strong>Jane McGonigal</strong>, esperta in game designer e rete che ha esordito durante il suo <em>speech</em> invitando il pubblico a considerare il mondo dei <strong>giochi in maniera veramente seria</strong>. Indubbiamente, devo riconoscere che Jane ha saputo cogliere l&#8217;interesse spiegando le sue idee in modo pragmatico, coinvolgente ma soprattutto attribuendo alle sue riflessioni una spiegazione con alto contenuto psicologico. Come giustamente il mio caro Professor <strong>Luca Solari <a href="http://www.lucasolari.com " rel="nofollow">http://www.lucasolari.com </a></strong>, con cui ho assistito all&#8217;incontro, ha detto: gli americani hanno la facoltà di assemblare in un&#8217;unica armonia diversi concetti insieme.<em><br />
</em></p>
<p>La filosofia insegna di adottare una diversa prospettiva nella visione del mondo, sospendere il giudizio e guardare la medesima realtà con una diversa prospettiva. Non a caso il primo assunto del ragionamento di Jane, è stato proprio quello di mutare la percezione del gioco, di non considerarlo più come una perdita di tempo che toglie spazio alla vita reale, alla famiglia o al lavoro ma come qualcosa di altamente <strong>produttivo</strong>.</p>
<p>Ma come si definisce la produttività?<br />
Istantaneamente potremmo associare il concetto del &#8220;p<em>rodurre di più in termini quantitativi</em>&#8220;, ma Jane ci porta a riflettere sul fatto che al termine produttività possiamo associare la produzione di emozioni positive. E sono proprio queste che il gioco produce.<br />
Ci chiediamo come mai l&#8217;individuo dopo una giornata di stress e stanchezza si metta davanti ad una console e gioca? Ma soprattutto gioca essendo realmente coinvolto? L&#8217;individuo è determinato a superare degli ostacoli che il gioco gli impone? Come mai tutto ciò?<br />
Semplicemente perché attraverso il gioco viene prodotto l&#8217;EUSTRESS, lo stress positivo, un mix di emozioni positive quali:</p>
<ul>
<li>curiosità</li>
<li>determinazione</li>
<li>ambizione</li>
<li>ottimismo</li>
<li>eccitazione</li>
</ul>
<p>L&#8217;individuo immerso in una serie di sentimenti come quelli appena elencati, può approdare al successo in maniera più semplice.</p>
<p>Come si declina quanto appena detto con la <strong>Social Innovation</strong>?<br />
Semplicemente considerando che le emozioni sono contagiose, i giochi creano relazioni sociali, i Social Network sono il veicolo per la condivisione di contenuti, e di emozioni positive che trasposte nella vita reale non possono che aumentare il successo generale e stimolare la creatività.</p>
<p>Come tradurre questa energia in creatività? Negli USA attraverso Evoke, un gioco che imponeva ai giovani di ideare soluzioni per creare una Social Enterprise.<br />
Nel nostro piccolo a Milano è un atto un social game che si pone come obiettivo primario quello di diffondere la cultura digitale a tutti.<br />
<strong><a href="http://www.criticalcity.org" rel="nofollow">http://www.criticalcity.org</a></strong></p>
<p>A questo punto emergono una serie di interrogativi?<br />
Come sfruttare &#8220;il gioco&#8221; al meglio in azienda?<br />
Si potrebbero creare una sorta di game interni per aumentare la creatività e l&#8217;identità di impresa?</p>
<p>Come si coniuga questa teoria con la teoria della motivazione della psicologia del lavoro?</p>
<p>I giochi possono essere utilizzati come strumento di formazione ed apprendimento, sfruttando, l&#8217;innovazione sociale?</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/annatesta.wordpress.com/36/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/annatesta.wordpress.com/36/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=annatesta.wordpress.com&#038;blog=22663564&#038;post=36&#038;subd=annatesta&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<title>Panta rei</title>
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		<pubDate>Mon, 02 May 2011 18:24:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>annatesta</dc:creator>
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				<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://annatesta.files.wordpress.com/2011/05/38848_411074242142_605082142_5074998_4642276_n.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-44" title="38848_411074242142_605082142_5074998_4642276_n" src="http://annatesta.files.wordpress.com/2011/05/38848_411074242142_605082142_5074998_4642276_n.jpg?w=106&#038;h=150" alt="" width="106" height="150" /></a><br />
Eraclito, filosofo greco presocratico definiva con il termine <strong>Panta rei </strong>&#8220;tutto scorre&#8221;. Prendo dunque in prestito il termine del filosofo di Efeso per dare un senso a questo Blog con il quale ho deciso di esprimere &#8220;tutto ciò che scorre nella mia testa&#8221;: pensieri, idee, congetture, suggerimenti&#8230;.Sono unaamante di qualsiasi espressione della natura umana, cosa se non un blog personale, possa essere considerato quale migliore strumento per realizzare questi bisogni?</p>
<p>In questo blog credo che le tematiche principali saranno inerenti a quelle che sono le mie passioni ed il mio modo d&#8217;essere. In fondo rimango sempre una filosofa, sognatrice ma determinata che crede nalla forza mediatica e formativa della cultura digitale e della condivisione della conoscenza.</p>
<p>Filosofia e arte, prime solo per ordine temporale, social media e comunicazione in seguito sono le passioni che mi affascinano di più e su cui un giorno spero di costruire una mia professionalità.</p>
<p>Per tale ragione spero di scrivere post interessanti su questi temi cercando di dare concretezza ai mille pensieri che attraversano la mia mente.</p>
<p>Mi ritengo curiosa ed iperattiva. Chi mi conosce da tempo mi ha soprannominato <strong>Super Vicky,</strong> appellativo che non disdegno affatto. <img src='http://s0.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' />  Vorrei che le giornate fossero interminabili e che non dovessimo sentire il bisogno di dormire anche se poi adoro farlo <img src='http://s0.wp.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':-)' class='wp-smiley' /> </p>
<p>Sono inoltre una buona forchetta: utilizzerò questo blog per trascivere qualche mia ricetta o pubblicizzare qualche buon ristorante.</p>
<p>&#8230;per cui: Welcome</p>
<p><strong></strong><span class='embed-youtube' style='text-align:center; display: block;'><iframe class='youtube-player' type='text/html' width='640' height='390' src='http://www.youtube.com/embed/xe5oK4XFmNw?version=3&#038;rel=1&#038;fs=1&#038;showsearch=0&#038;showinfo=1&#038;iv_load_policy=1&#038;wmode=transparent' frameborder='0'></iframe></span>,</p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/annatesta.wordpress.com/31/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/annatesta.wordpress.com/31/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=annatesta.wordpress.com&#038;blog=22663564&#038;post=31&#038;subd=annatesta&#038;ref=&#038;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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